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Piccole televisioni crescono: il mondo delle   emittenti locali
WHBQ Memphis e UmbriaTv: due emittenti locali diverse ma con qualche punto in    comune, due lenti di ingrandimento per capire la televisione americana e quella italiana


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di Alessia Mari

Sono piccole finestre aperte sul cortile di casa, da cui sempre più spesso si può lanciare lo sguardo ben oltre i confini di quartiere. Sono le quattro chiacchiere al bar su cosa succede in città, con aggiunte su cosa succede, contemporaneamente, nel mondo. Sono le televisioni locali, e affollano l’etere di tutto il mondo. Più delle tv nazionali, riflettono la natura del Paese di cui sono specchio. Tra le piccole reti italiane e le sorelle maggiori statunitensi corre perciò un abisso. Ma non di rado troviamo similarità.
Negli Stati Uniti sono spesso costole di colossi mediatici come Fox , Nbc o Cbs. Ciò si riflette su qualità e quantità delle notizie: gli eventi nazionali sono osservati da una prospettiva locale, ma il materiale a disposizione proviene spesso dalle emittenti madri.
Il legame potrebbe favorire il controllo governativo sulle notizie, in virtù di una diffusione a cascata di comunicati e servizi preconfezionati. Le tv locali possono però usufruire della tecnologia delle loro “parenti”: hanno siti internet all’avanguardia, trasmettono in digitale.
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Prendiamo la WHBQ-TV Channel 13 Memphis, costola della Fox in Tennessee, solo una delle oltre 100 diramazioni che la Fox ha in 43 Stati americani: una diffusione capillare. A Memphis privato batte pubblico 6 a 1: delle 7 tv locali solo una è pubblica. Le altre sono affiliate di Fox, Cbs, Abc, Nbc. La Fox  ha lanciato la sua nel 1986, e primeggia sia come telespettatori totali sia come pubblico tra i 18 e i 49 anni, la fascia più ambita. Il tutto grazie ad un’immagine locale, che si allarga per raccontare il mondo. Una tv della porta accanto con la credibilità di un grande network. Dal suo sito, modellato su quello della Fox, i conduttori si presentano come figli, padri e madri di famiglia, ma anche giornalisti di lunga esperienza radio e tv. Una rubrica medica informa due volte al giorno su temi legati alla sanità: ricerca, farmaci, benessere fisico, dieta. La reporter Maria Black è l’unica negli Stati centrali specializzata in informazione sanitaria. FOX13 sa che la salute della tua famiglia è importante – recita dal sito Maria –  Dalle malattie croniche alle ferite, dalla nutrizione alla ginnastica, abbiamo tutte le risposte che ti servono per stare in salute. Because Health Matters!”. La famiglia americana ringrazia. Ma nessuno tocchi il telecomando: la WHBQ c’è per ogni tipo di pubblico. 3 giornalisti dello sport team coprono tutte le discipline, baseball in prima linea. 3 anchormen e 9 reporters di punta ammiccano dallo schermo. Per il pubblico affamato di giustizia c’è I-Team, 4 reporters specializzati in giornalismo“investigativo”: smascherano frodi e  le raccontano come storie di vita locale. E i telespettatori suggeriscono via email i temi per le nuove inchieste. Addirittura 4 i giornalisti che si dedicano alle previsioni del tempo. A condire tutto, news su festival e fiere. Tutto il mondo è paese
E in Italia? Prima Comunicazione elenca circa 120 emittenti locali, contando solo quelle presenti sul web. Le piccole tv italiane non derivano da colossi nazionali né pubblici né privati: sono espressione di consorzi locali, e il taglio local si riflette sulle notizie. Raramente vedremo servizi preconfezionati, perché raramente governo, politici, o dirigenti tv nazionali hanno interesse a pilotare l’informazione locale (eccezione una tv locale di taglio politico come Tele Padania). Di contro, manca il supporto tecnologico, professionale, contenutistico e finanziario delle grandi emittenti. Le tv con fondi riescono a formare tecnici e giornalisti specializzati, per staff all’avanguardia. Quelle più sviluppate saltano dall’etere al satellite. Ad incoraggiarle, buoni ascolti: molti telespettatori preferiscono le tv locali, con ascolti complessivamente migliori di alcune reti nazionali. Certo, tante emittenti locali contro i pochi colossi nazionali, ma l’unione fa la forza. Ancora carenti i siti internet, spesso solo una fotocopia colorata della programmazione tv.
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Un’eccezione il sito di UmbriaTv, che illustra bene la mission dell’emittente: fare dell’Umbria, cuore verde d’Italia, il centro, se non del mondo, almeno d’Europa: i programmi prodotti qui sono diffusi in Europa da Stream News e Stream Verde. UmbriaTv racconta l’Umbria dal 1979. Come ogni tv locale che si rispetti, ha di tutto un po’. Tg regionali e nazionali con servizi ed approfondimenti, dibattiti, documentari. Non manca il  talk show , Italia domanda. Non si trascurano le feste paesane: garantita la diretta su grandi eventi umbri come Ceri di Gubbio e Quintana di Foligno. Ma la specialità dell’emittente è lo sport: tutte le partite del Perugia; il campionato di pallavolo; “Grifo ricordi”, rubrica sul Perugia dei miracoli raccontato con immagini d’archivio storico. Nel palinsesto persino uno show sul calcio con interventi di attori dialettali, e il primo talk show dedicato ai cani: La casa di Fido. Per coltivare il pubblico di domani, ogni giorno un collegamento con i cartoons di Fox Kids. E il cerchio fra Italia e America si chiude.
Insomma, Italia o America, l’informazione locale non è da trascurare. Anche perché ogni editore nazionale si aggrappa ai frammenti di vita raccolti da chi scarpina per le strade di piccole e grandi città in tutto il mondo. La direzione di UmbriaTv fieramente dichiara: “Il nostro cameraman Paolo Antolini ha realizzato lo scoop degli ultimi anni: sue le immagini del crollo della volta della Basilica di Assisi durante il terremoto del 26 settembre 1997”. Quella ripresa ha fatto il giro delle televisioni di tutto il mondo”. E il cerchio tra local e global si chiude.

 
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