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Venezia, la Cina, e i fischi della discordia

L’Oriente, croce e delizia dei cinefili della laguna. E i fischi, croce e basta per i registi che non li vogliono accettare

di Alessia Mari

veneziapalazzo

Inserito a agosto 2006

Il direttore del Festival Marco Muller, che interloquisce direttamente con la marea di cineasti e produttori cinesi che da anni fa approdare alla mostra, una volta dichiarò che a lui bastano solo 5 minuti per decidere se un film è buono o no per Venezia. Vorremmo tanto sapere se Muller si guarda i 5 minuti iniziali, oppure quelli dei titoli di coda. In cinese.
Ma chisseneimporta del pubblico, giusto? Quello che conta è che a fischiare non siano i giornalisti. Quest’anno Muller lo ha ammesso: “Dopo 40 anni, abbiamo diversificato le proiezioni per la stampa: da una parte i quotidiani, dall’altra la stampa periodica e generalista. Su richiesta di produttori e distributori. Se nemmeno questo può impedire i fischi dei professionisti del settore..” (Ciack).
Comunque, i fischi ci sono stati lo stesso. Con buona pace di Michele Placido, oggi giurato, qualche anno fa concorrente con l’amaro in bocca per i fischi al suo Ovunque sei. Fischi che, secondo Cattani, erano un insulto al cinema italiano, insulti gratuito fatto da bloggers cattivi e ignoranti infiltrati alle proiezioni. E che secondo noi, invece, (che c’eravamo, e non eravamo ancora bloggers ignoranti e cattivi, ma semplice pubblico appassionato, e soprattutto pagante) erano l’unico modo per difendersi, insieme a qualche sano scroscio di risate, dall’indecifrabile e contrito primo piano che insisteva sul suo “muso ispiratore” Accorsi-maxi-bon, ripreso senza stacchi per dieci, impietosi, ininterrotti secondi. Che Michele Placido se ne faccia una ragione: non sono fischi contro il cinema italiano, quelli che sibilano al Lido. Sono fischi indirizzati a film brutti, o, peggio, insignificanti. Crialese, quest’anno, nessuno l’ha fischiato. Chissà perchè.
Ma Cattani potrà mettersi l’anima in pace andandosi a mangiare un bel piatto di spaghetti. Come ha fieramente dichiarato di aver fatto, abbandonando la proiezione di INLAND EMPIRE di David Lynch. Almeno avesse lasciato il suo pass ad uno di quei disgraziati in fila da ore per entrare alla proiezione...