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Gianni Ippoliti e il Muro delle stroncature
Quest’anno il papà dell’invenzione più cinica della Mostra del Cinema è stato un po’ meno cattivello del solito. Chissà perché…
di Alessia Mari |

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Inserito a agosto 2006
Gianni Ippoliti e il suo Muro sono tornati anche quest’anno a Venezia. In realtà Ippoliti voleva prendersi una pausa dal baraccone lagunare, ma Muller gli ha chiesto di tornare ancora, ben sapendo che persino il più indigeribile polpettone cinese diventa un cult se illuminato dal passaparola di una stroncatura ben fatta sul Muro.
Gianni si è piegato, ed è tornato. Però, giura, non andrà a Roma da Veltroni. Dice che non gli piace ripetere sempre le stesse cose. Intanto, quest’anno, si è concesso una novità.
Il premio stroncatura, chissà perché, non è andato alla critica di un film, come invece imponeva il regolamento inventato e ribadito dallo stesso Ippoliti, ma ad una vignetta. Che cavalca l’onda della finta guerriglia tra Roma e Venezia. Guadagnandosi così un fitto traffico di agenzie, articoli sui giornali e servizi in tv. E così il discolo del Lido si è piegato, e dopo tanti anni lo spirito controcorrente del suo Muro si è svilito un po’.
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