Culturalmente
  Cinem@Net

logo venezia

Azzurro Scipioni: Piccolo Cinema Paradiso

Roma c’è una sala piccola piccola che proietta all’infinito i grandi della storia del cinema. Perché i capolavori non muoiono mai. Ma devono avere qualcuno che pianga o rida per loro davanti allo schermo.

di Alessia Mari

azzurroscipioni

Entri in quello che dalla strada ti sembra un negozietto. L’ingresso è nascosto dalle bancarelle degli ambulanti, di fianco c’è una panineria. L’insegna dei sandwich e poi la faccia di Charlot. Sembra l’antiquario dei film.
Avanzi che il corridoio sembra la hall di un piccolo albergo. Il bancone per le prenotazioni, la tessera del cineclub. È un cinema per piccoli amanti del grande schermo. Su un cartello il menu del giorno: Godard, Truffaut, dessert di Rossellini.
Si entra tutti gratis il primo del mese, e, sempre, i netturbini; chissà perché.
Fuori un’insegna con la promessa di salvarli tutti, i grandi maestri. Chaplin, Wenders, Bergman, De Sica. Dentro i libri, sul cinema ovviamente, come in una piccola libreria di casa.
La sala piccola dove si proiettano i gioielli in estinzione è arroccata su una scaletta a chiocciola. Alle pareti della sala grande, tutta dipinta di azzurro, locandine che richiamavano la folla per film che poi sono diventati dei classici. Locandine che vogliono sembrare quadri d’arte, ma forse già lo sono. E poi foto: il circolo Pickwick sono quattro uccellini intorno al cestino del pane. Nelle ultime file, poltrone di aereo, per fare altri voli, ora.
Aspettando il film, che spesso aspetta gli ultimi ritardatari, puoi sceglierti dal frigobar una bibita, costa un euro, si fidano, basta mettere la moneta nel canestrino di vimini.
Poi pizze del cinema, che sono i film in 35 millimetri che si possono affittare anche per organizzare proiezioni su misura. O, se volete, potete proiettarci il vostro, di film. E ancora poster con le pellicole da salvare, e la prima locandina del Festival di Venezia, anni Trenta, anni lontani, e lo schermo con ai lati il velluto rosso e pesante dei teatri, e il pianoforte malandato di Sam che di notte lo suona ancora, il paralume di Lady Chatterley, un bancone da whisky e gli sgabelli da cui spunta ancora la faccia di Charlot.
Poi silenzio, scricchiolio di pellicola, si gira. Tutti immersi, fino ai titoli di coda.
All’uscita, un libro per le firme. Anna chiede come mai tra i grandi ci sia anche “Notte prima degli esami”. Dominique è a Roma per la prima volta, e per la prima volta ha visto “La dolce vita”.
L’Azzurro Scipioni è la casa di Silvano Agosti. È lui che ha deciso che serviva un cinema che fosse come una libreria, dove se chiedi un classico, magari un Dostoevskij, non ti rispondono che siccome è uscito da un po’ non è più in programmazione. Agosti, che a ridosso degli anni 60 è partito per Londra con un sogno: vedere la casa dove è nato Charlie Chaplin, e poi scoprire il mondo. L’ha scoperto: Inghilterra, Francia, Germania, e poi anche Asia e Africa del Nord. Poi è tornato a casa, per fare e insegnare cinema. A Roma, dove, lui dice, vive, gioca e lavora. E dove l’ha seguito Charlot.

www.azzurroscipioni.com
Via degli Scipioni, 82 Roma
tel +39.06.3973716